Un silenzio assordante: le Ghost Town (Parte II-Hashima Island)

Postati in Uncategorized su ottobre 7, 2009 da seriousphilip

Il secondo silenzio assordante (oltre al mio vista l’assenza di post nell’ultimo periodo) ci porta in Giappone, precisamente sull’isola di Hashima, di fronte alla città di Hokkaido.

La storia di per sè e semplice, ma spaventosa allo stesso tempo: l’isola viene acquistata dal signor Mitsubishi nel 1890 con lo scopo di sfruttare i giacimenti di carbone presenti nella zona; per evitare problemi nel continuo spostamento degli operai, si decide di rendere abitabile l’isola costruendo grossi palazzi uno attaccato all’altro.

Questo ha fatto sì che l’isola Hishima abbia detenuto un incredibile record fino al suo totale abbandono nel 1970: in quel lasso di tempo è stato il punto del globo con la densità più alta di abitanti mai fatta registrare. 835 persone per ettaro, il che significa ragionando in km quadrati, la cifra incredibile di 83.500 persone per km quadrato.

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Una cosa incredibile, ma forse più comprensibile guardando le foto di questo  posto, ora del tutto abbandonato. Se nel caso precedente, Pyramiden, poteva suscitare disorientamento e angoscia, in questo caso forse,  l’isola continua a trasmettere quel senso di claustrofobia e soffocamento che si è probabilmente respirato fino al 1970.

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E anche per oggi è tutto, alla prossima Ghost Town..

Un silenzio assordante: le Ghost Town (Parte I – Pyramiden)

Postati in Uncategorized su settembre 24, 2009 da seriousphilip

Immaginate di svegliarvi una mattina, uscire di casa e andare in paese..e scoprire che non c’è più nessuno: non sareste proprio contenti,  il vostro paese per qualche ragione è stato svuotato e si sono dimenticati di avvertirvi. Sì sicuramente camminare nel silenzio, con il tempo che sembra essersi fermato non riempirebbe il vostro cuore di gioia, ma piuttosto di disorientamento e magari angoscia.

E’ una sensazione che si può provare visitando una delle centinaia di Ghost Town sparse nel globo: attenzione, non parliamo solamente delle classiche Ghost Town  da Far West, quei paesi con case di legno spazzate dal vento. Parliamo anche di cittadine che da un giorno all’altro per una serie di ragioni sono state evacuate e sono rimaste tali e quali a com’erano quando erano abitate.

Questa faccenda mi affascina molto, e merita penso dedicarci qualche articolo andando a pescare le Ghost Town più particolari esistenti nel mondo.

La Ghost Town di oggi si chiama Pyramiden, e si trova nell’arcipelago dell Isole Svalbard, un gruppo di isole nell’estremo nord della Norvegia. Pyramiden viene fondata nel 1910 da minatori svedesi e nel 1927 viene venduta alla Russia, che continua sulla linea di sfruttamento dei giacimenti di carbone della zona. Dopo 61 anni, nell’arco di poche ore, la città viene abbandonata completamente  dai circa 1000 abitanti, e dal 1998 è una città  fantasma russa nell’Artico.

E ora un pò di foto, provate a immaginare che sensazioni possa trasmettere camminare in un luogo del genere, è una realtà affascinante e angosciante allo stesso tempo.  Ah dimenticavo, a quanto pare orsi polari hanno preso la piacevole abitudine di gironzolare per le vie dell’insediamento, quindi occhio..

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Con questa ultima foto di Pyramiden è tutto, alla prossima Ghost Town..

La gente non è pronta per questo…

Postati in Uncategorized su settembre 15, 2009 da seriousphilip

Oggi chiudiamo un ideale dittico riguardante l’amore tra uomo e animale, in questo caso però la storia è molto diversa da quella raccontata precedentemente, non commuoverà, anzi probabilmente turberà  (come d’altronde è successo) la maggior parte della gente..

Siamo nello stato di Washington, anno 2005, Kenneth Pinyan muore per peritonite a causa della perforazione del colon; in poco tempo si riesce a comprendere cosa è accaduto, l’uomo infatti aveva rapporti sessuali con il proprio cavallo, durante il quale si filmava. Proprio un rapporto di questi gli ha causato la perforazione del colon e la conseguente morte; questa vicenda causò grosso sdegno nello stato di Washington, con il conseguente divieto di attività sessuali con animali.

Tutta questa particolare storia è raccontata in un film intenso dal titolo “Zoo” (Robinson Devor, 2007).Al di là della storia la cosa che mi ha colpito di più nel film è stata la riflessione riguardo la zoofilia…fino a che punto si può spingere l’affetto per gli animali? Sono persone disturbate quelle che agiscono in tale maniera?

Il manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM IV), fa rientrare la zoofilia nelle cosiddette parafilie, vale a dire fantasie e passioni sessuali insolite..non è possibile qui appronfondire il discorso, mi limito a dire che le parafilie sono considerate comunque un disturbo sessuale.

La cosa molto affascinante però è sentire cos’hanno da dire le persone chiamate in causa; si giustificano in una maniera che ho trovato per certi versi quasi commuovente. Semplicemente si ama l’animale di un amore vero. Quando si ama una persona si pensa a lei, si sente la sua mancanza, il contatto fisico (non necessariamente sessuale sia chiaro).Ed è quello che sembra accadere in queste persone, le quali creano un rapporto talmente forte con l’animale da innamorarsi di lui e legarsi a lui nella stessa maniera in cui un uomo si lega a una donna.

Fino a che punto questo legame può definirsi normale? Quello che a noi può sembrare così contro-natura lo è davvero? Domande delicate che probabilmente non troveranno mai una piena risposta.

Vi lascio il trailer del film se vi capita guardatelo, contiene un sacco di spunti interessanti di riflessione (ad esempio il fenomeno visto dalla parte dell’animale, dei suoi diritti etc..). Alla prossima..

Iniziando dalla fine : “Quel cane era davvero il miglior amico dell’uomo”

Postati in Uncategorized su settembre 10, 2009 da seriousphilip

Leggi la frase e pensi “iniziamo bene, il trionfo della banalità”. E invece state a sentire cosa è successo in un paese del Giappone nei primi anni 20′. Siamo a Shibuya e un professore universitario adotta un cucciolo di Akita, lo coccola, lo sfama, crea con lui un rapporto d’incredibile affetto, amicizia. E il cane, Hachi (conosciuto come Hachiko), contraccambia questo affetto, prendendosi una sana e curiosa abitudine, quella di accompagnare ogni mattina il padrone alla stazione a prendere il treno (il professore era un pendolare) tornando poi ogni sera a prenderlo, attendendolo davanti all’ingresso della stazione.

Solo che un giorno il professore non torna..colpito da un infarto nel mezzo di una lezione, il professore Hidesamuroh Ueno muore il 21 maggio 1925. Da qui nasce la storia incredibile che ha commosso il Giappone..da quella sera in cui il professore non tornò, per 10 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1935, Hachi si presenta ogni sera davanti all’ingresso della stazione, sperando invano che il suo padrone adorato torni…ogni giorno per dieci anni..

Non voglio finire nel patetico, ma è incredibile pensare a un tale atto di lealtà e amore verso il proprio amico…10 anni, caspita se ci si sofferma a pensare, ci si rende conto di quanto commuovente sia stata la vita di questo cane..di quanta speranza e tenacia abbia avuto…e non credo, anzi sono sicuro che non sia solo una questione d’istinto animale…

Ecco la statua di Hachi nella città dov’è avvenuta questa splendida storia..

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Per chi volesse approfondire la storia, a parte la solita wikipedia, consiglio il film giapponese del 1987 “Hachiko Monogatari”, che racconta in maniera molto fedele la storia, lo trovate in giapponese con sottotitoli in inglese. Nel futuro uscirà anche l’ennesimo adattamento hollywoodiano, dal titolo “Hachiko: a dog’story” con Riccardo Gere. Tremo al pensiero di quali licenze si prenderanno…

Per ora è tutto, alla prossima..

Il fascino dell’anormalità

Postati in Uncategorized su settembre 10, 2009 da seriousphilip

 

E’ in questa frase che si racchiudono le motivazioni di questo blog, una sorta di archivio di tutto ciò che nel mondo trovo anormale e per questo affascinante , siano aspetti positivi o negativi della natura umana e non.

Non mi dilungo troppo, preferisco venire subito al sodo, iniziando dalla fine, ovvero con la vicenda che ho conosciuto bene oggi e che entra di diritto a far parte di quelle vicende strane ma incredibili che ci circondano e che sarebbe un peccato non conoscere.

Dunque con la benedizione di John “Elephant Man” Derrick, direi che si può iniziare…

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